Reg.n.1010 – Innocenti MINITRE SE 1984
Proprio nel 1984 il nostro socio, Sig. Cappelletto, si reca presso i concessionari Innocenti ad acquistare l’auto che sostituirà la ormai datata Mini 90 in uso alla moglie: la scelta ricade su una Minitre SE, allestimento top di gamma in una vivace livrea azzurro lago metallizzato. Da
allora la Minitre non ha conosciuto altri proprietari, da moderna utilitaria è diventata una rara auto storica meritevole di tutte le cure ed attenzioni di cui gode.
“Di Innocenti in famiglia ne abbiamo avute ben 6!” esordisce il Sig. Cappelletto. “Tra le due ruote ricordo con nostalgia la Lambretta DL 150 di mio padre con avviamento elettrico (una rarità all’epoca), che mi divertivo a mettere in moto tirando la levetta. Poi le prime esperienze di guida sulla Lambretta C125 di mio fratello maggiore ed infine la mitica Lambretta 150 Special del 1964, regalo di maturità, con cui ho girato mezza Europa, tutt’ora in mio possesso.”
Non solo due ruote però: il nostro socio è infatti stato un “innocentista” della prim’ora anche per quanto riguarda le automobili. Ricorda con piacere la A40 di famiglia che guidava a 18 anni e che diede anche qualche soddisfazione in campo “agonistico”. “Ricordo bene un viaggio in Spagna durato circa un mese, senza intoppi di alcun genere a livello meccanico. La ricordo un po’ dura di sospensioni, ma bella, bianca con interni rossi ed una strana levetta per l’azionamento dei fari.
In quegli anni la Rai, in collaborazione con L’ACI, aveva organizzato l’ “Autoradio Raduno di Primavera”. Un misto di quiz, caccia al tesoro e prove di regolarità cronometrate. Mio padre “driver” ed il sottoscritto co-pilota cronometrista. Ebbene siamo risultati primi nella fase Veneto-Emiliana. Alla finalissima tenutasi all’autodromo di Monza siamo arrivati a circa metà classifica, ma è stata una bella esperienza correre in quel mitico autodromo.”
Ma veniamo alla seconda Innocenti: “Nel ’75 nasce il mio primo figlio. La Fiat 500 che mia moglie usava quotidianamente era diventata stretta: avevamo bisogno di un’utilitaria più spaziosa come seconda auto di famiglia. Le alternative erano la A112 e la Mini 90 che era da poco uscita. Abbiamo optato per quest’ultima a causa dello stile più moderno. Il vano bagagli ci era inoltre sembrato più ampio, con il pratico portellone per caricare passeggini e non solo. Penso che anche il prezzo abbia inciso sulla scelta. La Mini 90 costava infatti meno della A112. Era bluette con interni in sky marrone, subito ricoperti con foderine beige chiaro in lino, fatte fare apposta da un tappezziere per auto.
La Mini 90 era brillante, con un rombo piacevole, abbastanza comoda anche per 4 persone. Meccanica, a mio avviso, un po’debole. Abbiamo avuto noie ai freni, con l’usura dei gommini e la conseguente perdita di olio, oltre a qualche piccola noia di carburazione.
Usata per quasi una decina di anni con kilometraggio limitato, l’abbiamo poi venduta. Ricordo le micidiali sospensioni in gomma che alla minima asperità facevano saltare i bimbi seduti sul sedile posteriori.”
Arriviamo dunque al 1984 quando la Mini 90 lascia il posto alla “nostra” Minitre. “Nel 1984 acquistammo la MINITRE SE, usata sempre come seconda auto e tuttora in nostro possesso. Il colore scelto ricordava quello della precedente Mini 90: sempre celestino, ma metallizzato. Il lussuoso allestimento SE prevedeva interni in panno e, sciccheria per l’epoca sulle utilitarie, vetri elettrici e orologio digitale. Anche qui i sedili sono stati ricoperti con adeguate foderine in lino tuttora montate. Il tessuto è quindi immacolato, tranne quello delle portiere che ha qualche segno d’usura dovuto all’età.
Quando si trattò di acquistare una nuova auto decidemmo di tenere la Mini per darla in uso ai figli, quando sarebbero diventati maggiorenni. Così è stato, poi è rimasta li, usata sporadicamente in caso di necessità, specialmente quando le altre auto di famiglia erano “sotto tagliando”. Una quindicina di anni fa l’ho portata da un carrozziere fidato che ha rpristinato le piccole imperfezioni causate dagli anni di utilizzo “quotidiano”: la Mini è così tornata come nuova!
Non abbiamo mai avuto inconvenienti tecnici di rilievo. Quello più importante è stata la bruciatura della guarnizione della testa in fase di “scuola guida” con il figlio piccolo a causa del bulbo che aziona la ventola
malfunzionante. Questo è stato sostituito con uno tarato ad una temperatura più bassa [modifica peraltro suggerita all’epoca dalla Innocenti n.d.r.] con l’inconveniente che, essendo montato sul collettore di aspirazione, quando ci si ferma, la ventola parte e per 8 minuti (cronometrati) non si ferma più.
La Minitre si è rivelata un’auto brillante e divertentissima da guidare nel traffico cittadino, anche grazie allo spunto di tutto rispetto che garantisce sempre partenze sprint ai semafori. Ricordo ancora che appena acquistata, abituati come eravamo al rombo della Mini 90, il rumore simile ad una “pentola di fagioli” ci lasciò un po’perplessi. Ma poi ci siamo abituati ed abbiamo apprezzato il tre cilindri brillante ed affidabile tanto da essere ancora montato nelle sue evoluzioni sulle nuove auto della gamma Daihatsu e Toyota. Un difetto possiamo trovarlo nella rapida usura del tubo di scarico. Non ricordo quante marmitte ho cambiato a causa del prevalente uso cittadino.”
Oggi la Minitre è utilizzata di tanto in tanto, prevalentemente per piccoli spostamenti durante l’estate. “In Inverno rimane in garage con la batteria staccata, a causa dei blocchi alle auto non catalizzate ma anche per via del pessimo funzionamento dell’impianto di ventilazione interna, con conseguente appannamento di tutti i vetri (difetto comune alla Mini 90).”
“A posteriori posso dire che ho apprezzato molto il moderno motore a tre cilindri con albero controrotante. Confrontando le due Mini che ho avuto, senza dubbio la TRE è stata migliore sia per la brillantezza del motore che per il confort garantito dalla nuova architettura delle sospensioni. Ormai i kilometraggi che facciamo con la TRE sono esigui, ma curiamo costantemente la manutenzione. Recentemente, ad esempio, sono stati sostituiti dal mio meccanico di fiducia gli alzacristalli elettrici, sempre con ricambi originali.
Di raduni non ne ho mai fatti, e mi dispiace di non aver partecipato a quello di Siena, ma era concomitante con un mio viaggio all’estero… Speriamo di incontrarci nei prossimi!”
Ed è quello che ci auguriamo anche noi: la Minitre non è certo un’auto facile da trovare in circolazione nè ai raduni. Un esemplare in eccellente stato di conservazione e originale anche nei dettagli susciterebbe sicuramente l’ammirazione di tutti gli appassionati.


