Innocenti Koral
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1991-93 Koral 45 / 55 |
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1992 Koral Cabrio |
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Koral je naše Sunce!
Inziamo questo articolo con un titolo in lingua serbo-croata: Koral je naše Sunce!, ovvero “La Koral è il nostro Sole!”, parafrasando il titolo di una canzone jugoslava. Vedremo infatti che questa spartana utilitaria, conosciuta in Italia come Innocenti, ha radici balcaniche, nascendo nello stabilimento Zastava di Kragujevac nei pressi di Belgrado a partire dal 1980 e proseguendo e risorgendo come l’Arba Fenice un gran numero di volte fino alla definitiva chiusura della linea di produzione l’11 novembre 2008.
Come un lampo e quasi dal nulla comparve, nei listini Innocenti
nell’estate del 1990 una nuova autovettura: la Koral. Senza clamori sensazionali e senza troppe pretese, una “nuova” ma “non nuova” autovettura approdò sul mercato italiano. Fiat era da poco entrata nella compagine sociale della Innocenti, e aveva ben pensato che anche nel nostro Paese ci fosse spazio per questo modello.
La Koral d’altronde non era un’autovettura nuova, ma una “emigrante yugoslava”, dove era prodotta fin dal 1980 dalla Zastava, industria automobilistica di Stato, che fin dagli anni ’50 sfornava modelli fabbricati su licenza Fiat e destinati ai mercati di oltrecortina. Nacque con la Koral la consuetudine di “rimarchiare” Innocenti vetture fabbricate da Fiat in stambilimenti esteri, vendute e assistite dalla rete Innocenti: stessa sorte che toccò successivamente alla Elba e la Mille.
LA KORAL: UNA YUGOSLAVA IN ITALIA
Nell’estate ’90 tra pochi clamori la Koral comparve nei listini Innocenti, accompagnata da una campagna pubblicitaria che la de
scriveva come “auto di sostanza”, “auto per i giovani ed il tempo libero”, “costa poco e parte sempre”, caratterizzando la vettura come adatta per un target che badava alla sostanza ed alla praticità. In effetti la Koral altro non era che una onesta, spartana e robusta utilitaria.
Fabbricata dalla Zastava in Yugoslavia aveva il pregio di costare molto poco (a listino il prezzo della versione base era leggermente inferiore a quello della Mini Bertone in versione 500 base) e di essere super collaudata. Ebbe qualche successo in virtù del bassissimo prezzo di acquisto, e per un paio d’anni i volumi di vendita furono soddisfacenti. Era commercializzata in Italia in versione Koral 45, dotata del collaudatissimo propulsore 903 cc aste e bilanceri 45 CV di origine FIAT che aveva già equipaggiato le utilitarie FIAT e derivate
(850, 127, A112, Uno, Panda, Seat Fura, Seat Panda, Seat Ibiza, …) e in versione Koral 55, anch’essa con propulsore di origine Fiat (128): il 1.1 da 57 CV. L’allestimento era piuttosto modesto, con abbondanza di lamiere a vista, tessuti semplici ma pratici, plancia e comandi in stile inizio anni ’80, con abbondanza di plastiche dure, strumentazioni e accessori elettrici ridotti, ma comunque con dotazione di serie soddisfacente per il prezzo, che comprendeva tergilunotto e lunotto termico, appoggiatesta, cinture di sicurezza anteriori e posteriori, retronebbia. Buona parte di questi accessori erano invece a pagamento sulle versioni base delle coeve utilitarie del Gruppo Fiat. La versione KORAL 55 aveva di serie il cambio a 5 velocità e perfino i cerchi in lega leggera. Il bagagliaio generoso e le dimensioni non proprio ristrette furono apprezzate dagli utenti, come il prezzo competitivo.
Nell’estate del 1992, complice il discreto successo della Koral sul mercato Italiano, Fiat decise di commercializzare con il
marchio Innocenti anche la versione aperta dell’utilitaria slava. La Cabrio, sfiziosa e a basso prezzo, venne venduta per un periodo molto limitato, riscuotendo comunque anch’essa un discreto successo per il prezzo estremamente competitivo. Purtroppo di lì a poco, complice il conflitto in Yugoslavia e la norma che dal 1993 impediva di immatricolare veicoli nuovi non dotati di catalizzatore, cessarono le importazioni e la Koral scomparve dai listini nel corso del 1993.
LE ORIGINI: LA ZASTAVA YUGO
In realtà la Koral altro non era che la versione marchiata Innocenti della Zastava Yugo, anch’essa utilitaria dalla storia interessante.
Nata nel 1980, era figlia di un progetto Fiat ingegnerizzato nella seconda metà degli anni ’70 per sostituire la
127, scartato poi dall’ing. Romiti in quanto giudicato “poco innovativo”. Il progetto Fiat, accantonato in favore della Uno, non rimase però lettera morta. I tecnici della Zastava cercavano un nuovo modello da produrre in Serbia in sostituzione della Zastava 750/850 (Fiat 600D “Ficko” prodotta in Yugoslavia), e la Fiat cedette alla Zastava il progetto Yugo.
Zastava la presentò al Salone di Belgrado del 1980, a pochi giorni dalla morte del Maresciallo Tito, come Zastava Yugo 45 o Zastava Yugo 55.
La linea, opera del centro stile Fiat, non essendo particolarmente personale, ricorda quella della Golf prima serie, della Ritmo, della 127, della Mini 90/120 e della A112, essendo una crasi di stilemi in voga nella seconda metà degli anni ’70. Gli interni erano semplici e spartani, adatti a un pubblico che, soprattutto nel paese d’origine, badava più alla sostanza che alla forma. La componentistica era di origine Fiat (pulsanti analoghi a quelli delle Fiat 127/128/Autobianchi A112, sicure alle porte identici a quelli della Ritmo prima serie, maniglie e fanali anteriori degli analoghi modelli Fiat, …). La Yugo, insieme alle locali versioni della 600 e alla 128, fu per la Yugoslavia quello che per l’Italia furono la 600 e la 1100, ovvero l’auto della motorizzazione di massa.
Nel corso degli anni la Yugo, rinominata poi anche
Koral, Tempo e Ciao ed oggetto di numerosi restyling, rimase fedele alle motorizzazioni di origine Fiat, da 0.9 a 1.3 litri e da 45 a 65 cavalli.
La produzione in patria durò dal 1980 al 2008, quasi senza interruzioni, se non nel periodo di guerra quelle dovute ai bombardamenti del sito di produzione. Ma la Yugo risorse come un’Araba Fenice e tornò a essere prodotta con la ricostruzione dello stabilimento.
Patricolarmente riuscita la versione GVX, caratterizzata da un allestimento sportiveggiante, non fu mai importata in Italia, ma rappresenta forse la miglior interpretazione della vettura.
Curiosa la popolarità dell’auto all’estero: negli anni ’80 alcuni importatori tentarono di esportare la Yugo all’estero., in particolare in alcuni mercati Europei (Francia in primis) ed addirittura negli U.S.A..
L’esperienza negli U.S.A. fu significativa: l’auto veniva acquistata in quanto era l’auto
meno costosa sul mercato. Ovviamente per dimensioni, qualità costruttiva ed affidabilità non poteva competere con i modelli americani, giapponesi ed europei allora in commercio negli Stati Uniti. Si diffusero barzellette sulla scarsa affidabilità e qualità costruttiva della Yugo e fu dissacrata e canzonata anche in alcuni film (“Il Corvo”, “Die Hard – Duri a morire”), divenendo in epoca più recente l’auto dei cattivi nel film di animazione “Cars 2”. Noi vogliamo ricordarla così, come “robusta” e simpatica creatura automobilistica dell’altra sponda dell’Adriatico, facendoci anche una risata con la principale trovata degli americani sulla Yugo, ovvero una loro barzelletta che recita “A cosa serve il lunotto termico su una Yugo? A scaldare le mani di quelli che spingono”.
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Innocenti Koral

Innocenti Koral 45/55
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