Il dramma dell’Innocenti

Gennaio 1976: siamo nel pieno della più grave crisi mai vista dalla Innocenti ed il più diffuso mensile automobilistico del nostro Paese, Quattroruote, non può esimersi dall’analizzare la grave situazione venutasi a creare a Lambrate.


Da Novembre ’75 è in atto l’occupazione della fabbrica da parte delle maestranze a seguito della messa in liquidazione decisa dalla British Leyland e le mille ipotesi di salvataggio che si prospettano per la Innocenti non sembrano portare ad altro che a un nulla di fatto. Ma quali sono le origini di questa profonda crisi? Come ha fatto un’azienda che prima della crisi appariva tutt’altro che precaria a finire in liquidazione lasciando 4500 dipendenti senza stipendio? Miopia delle istituzioni italiane? Impianti antiquati ed alto costo della manodopera? Forse – e solo in parte – anche, ma non solo: come ci spiega il giornalista Piero Casucci a trascinare nel baratro la Innocenti è una più complessa crisi della casa madre inglese, che, come tutte le aziende parastatali, non può che privilegiare gli stabilimenti in patria a scapito di quelli esteri.