eBook: Fantasmi dal Passato

Marco Cavallaro, fotografo professionista e autore dell’ebook “Fantasmi dal passato – Innocenti, una storia italiana”, ci illustra in una breve intervista il suo progetto editoriale, epilogo di una riuscita mostra fotografica sulla Innocenti tenutasi nell’aprile del 2013 a Baranzate (MI).

Un libro che ripercorre attraverso significative immagini la storia degli stabilimenti di Lambrate dal massimo splendore allo squallore dei giorni nostri. Immagini che lasciano un senso di pofonda amarezza pensando ad un glorioso passato che non tornerà più, a quello che poteva essere e non è stato, a come talvolta scelte errate siano in grado di distruggere anche ciò che appare indistruttibile.

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Intervista all’autore

– Come nasce l’idea di un libro fotografico sulla Innocenti?

L’idea di creare un libro fotografico sulla Innocenti è nata nello stesso momento in cui ho pensato di realizzare un lavoro personale su questa storica realtà industriale italiana. Il mio obiettivo era quello di raccontarne gli eventi attraverso le immagini, quindi un libro o una mostra fotografica erano fin da subito nei miei pensieri. Avendo già pubblicato altri titoli sulla fotografia in formato digitale, ho deciso di sfruttare la mia esperienza editoriale per pubblicare anche questo volume.

– Cosa l’ha spinta a prendere come oggetto della sua iniziativa gli stabilimenti della Innocenti?

Mio padre ha lavoratVirgolettatoo per moltissimi anni alla Innocenti e un paio di volte da piccolo mi portò con lui durante i momenti di aggregazione con le famiglie dei dipendenti. E’ naturale quindi che quella realtà sia diventata parte del mio passato ed ancora oggi, vedendone i ruderi dalla strada, provo un profondo senso di rabbia pensando alla grossa perdita che l’Italia intera ha subito da questo fallimento in termini di lavoro, prestigio e valore economico. Ho quindi pensato al progetto col fine di documentare questa storia, dal suo passato glorioso al presente in rovina, perché innanzitutto rispecchia la situazione del nostro Paese, ma, soprattutto, possiamo imparare da quel passato per ricostruire il nostro futuro.

Foto3Nel suo libro le immagini di quel che resta degli stabilimenti Innocenti sono intervallate a fotografie dell’epoca, creando un suggestivo contrasto. Perché ha scelto questo abbinamento per il suo progetto?

Utilizzare le immagini per un racconto senza il supporto delle parole non è facile. Ho quindi deciso di accostare foto di allora con quelle del presente a coppie, unite tra loro da un legame puramente estetico, ma con un risultato, dal punto di vista comunicativo, decisamente forte. Ho pensato fosse l’ideale per il mio scopo.

– Come è riuscito a recuperare il materiale fotografico d’epoca presente nel suo libro?

Mi sono fatto dare tutta la documentazione originale dell’epoca da mio padre, che l’aveva conservata. Ho dovuto fare un’attenta selezione, tenendo solo quello che mi serviva dal punto di vista figurativo. Ho quindi fatto delle scansioni in alta risoluzione delle immagini che secondo me erano migliori, quindi le ho restaurate con un leggero fotoritocco mirato.

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– Tra le foto che ha scelto per il libro ce n’è una a cui è particolarmente legato? Per quale motivo?

Sicuramente ci sono delle immagini che a mio avviso sono più rilevanti. In assoluto, quella delle finestre rotte con sotto alcuni poster raffiguranti una ragazza che grida, riassume la situazione in tutta la sua drammaticità. Anche quella della cisterna di acqua, che sembra quasi un ragno alieno atterrato nel nulla, è molto di impatto, soprattutto per chi, come me, ha vissuto anche gli anni in cui gli stabilimenti funzionavano a pieno regime e poteva osservare quella cisterna anche da chilometri di distanza.

Foto5– La sua iniziativa, oltre al libro, comprende anche una mostra fotografica che ha avuto luogo nell’aprile 2013. Ha in previsione di riproporla anche in futuro?

Sì certo, probabilmente si replicherà nel 2014, sempre a cura dell’associazione culturale CREC. Tecnicamente è stata realizzata attraverso una serie di pannelli composti da due immagini in contrapposizione, ma legate esteticamente tra loro, una del passato ed una del presente, creando un effetto visivo bilanciato, accompagnando nel contempo lo sguardo del visitatore attraverso la storia di quei luoghi. La mostra è disponibile per chiunque la voglia esporre. Per restare aggiornati sulle prossime novità vi consiglio di consultare il blog sul mio sito all’indirizzo www.marcocavallaro.it.

Crediamo che l’iniziativa dell’autore vada sostenuta e condivisa con tutti gli appassionati del marchio perché contribuisce a mantenere viva la memoria di quella che è stata un’importante realtà industriale del nostro Paese, e per tale motivo, con il consenso dell’autore, è disponibile il download gratuito dell’eBook anche attraverso il sito web del Registro.